Se avete degli amici o parenti che si dedicano all'orto saprete senz’altro che ci sono almeno due momenti dell’anno nei quali sono sopraffatti da irrefrenabili pulsioni di generosità. Il fenomeno si scatena, di solito, in primavera e in estate avanzata.
Il primo attacco di solito coincide con il periodo in cui le verdure, dopo aver sofferto il gelo per tutto l’inverno hanno una “crisi mistica” e decidono improvvisamente di assurgere al cielo. Crescono in altezza e non in dimensioni e così vanno in “canna”, cioè a seme. Voi vi aspettate che le cicorie (finalmente) facciano la loro bella palla rossa, dopo aver stentato per tutta la stagione fredda e invece quelle si allungano e si preparano a mettere il loro pennacchio di semi. L’ortolano reagisce immediatamente alla circostanza e, prima che le insalate diventino impresentabili, le rifila a tutti quelli che conosce.
Quest’anno posso vantarmi di aver “depurato” i miei suoceri da tutte le scorie invernali a furia di cicoria cotta. A loro è piaciuta moltissimo e anche io mi sono sentito “più buono”.
Solitamente nel mio orto io metto a dimora tre piantine di meloni e due di cetrioli (non posso arrischiarmi a metterne una sola, se per caso fallisce mi tocca vivere dei cetrioli dei vicini, umiliante). Ai veri amici offro il melone agli altri rifilo i cetrioli, siete avvisati!
Scherzi a parte c’è un motivo serio per cui io non gradisco i cetrioli dei vicini e mi azzardo a regalare i miei cetrioli, perché io in realtà non coltivo i cetrioli ma i “Tortarelli”. Sono una varietà particolare di cetrioli coltivati tra l’Abruzzo e la Puglia che hanno la particolarità di essere meno acquosi di quelli tradizionali ma soprattutto di essere più digeribili e quindi di non “riproporsi” a distanza di qualche ora dal pasto, come avviene spesso per molti frutti della famiglia delle curcubitacee.